Su di noi

Ogni societa' ha la propria storia da raccontare e la nostra è stata tutto fuorché banale. Soprattutto agli inizi del nostro percorso abbiamo  affrontato tanti ostacoli, tuttavia c'è sempre stata una costante: il desiderio di perfezionare le nostre  competenze e di acquisire quelle abilità che avrebbero fatto diventare il nostro nome sinonimo di esperienza e professionalità nel nostro campo. Riportare all'antico splendore le grandi opere del passato è un attivita' che esige le piu' totali competenze e responsabilita'.

CHIESA SAN GIOVANNI BATTISTA DELLE MONACHE (NAPOLI) 


«Restauro e completamento della Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista delle Monache in Napoli»

La Chiesa costruita su progetto del Picchiatti attorno al 1670 è decisamente slanciata verso l’ alto con conseguenti problemi di snellezza non riscontrabili in esempi analoghi.
Il crollo della cupola è avvenuto dopo 300 anni di vita della struttura e dopo almeno 150 anni di osservazioni sullo stato fessurativo che ha interessato arconi e pennacchi.
Dal calcolo strutturale emerge come causa principale del crollo il sotto dimensionamento degli arconi originali. Questo «errore» è stato probabilmente determinato dal prendere, come modello, strutture a cupola realizzate con minore arditezza strutturale senza tuttavia adeguarlo alle esigenze di snellezza che l’architettura barocca richiedeva.
Questa constatazione ha permesso di riproporre la riedificazione solo dopo aver raddoppiato lo spessore degli arconi, che in questo modo, entrano all’interno del tamburo. Altro non si è fatto che ripercorrere la correzione che Michelangelo apportò agli arconi disegnati dal Bramante per la cupola di San Pietro.

SCAVI ARCHEOLOGICI VENOSA (PZ)


L'azienda vanta con orgoglio interventi nell'area archeologica di Venosa.  Il Parco archeologico conserva le antiche memorie di un centro che vive ancora oggi con i suoi magnifici monumenti. L'anfiteatro, le terme, la domus, il complesso della SS. Trinità testimoniano la "vanitas", emblema di un antico splendore.

CHIESA DEL SACRO CUORE DI GESU'
VOLTURARA IRPINIA (AVELLINO)

«Lavori urgenti per la messa in sicurezza delle strutture della chiesa e consolidamento delle superfici decorate e dei materiali lapidei»

In seguito al sisma del 1980 la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù ha subito gravissimi danni che hanno determinato la perdita della copertura e della facciata principale, oltre a danni diffusi alle strutture rimanenti. 

I lavori si sono resi necessari per la salvaguardia delle strutture e delle decorazioni residue.                            Demolite le parti pericolanti e non più recuperabili, il progetto ha previsto la ricostruzione delle murature in tufo con ricorsi in mattoni pieni, la realizzazione di cordoli in c.c.a. e, quindi, la copertura con capriate lignee. Una volta coperto definitivamente l’edificio, si è provveduto a consolidare e mettere in sicurezza l’apparato decorativo residuo. 

CATTEDRALE SANT’ANGELO DEI LOMBARDI

«Ricostruzione di murature, volte ellittiche e restauro della facciata principale in pietra»


In seguito al sisma del 1980, la Cattedrale Sant’Angelo dei Lombardi ha subito gravissimi danni che hanno determinato la perdita della copertura e il crollo della muratura.  

 La muratura è avvenuta è stata ricostruita in mattoni secondo il sistema « a gotica»  

CASTELLO MARCHESALE
PALAZZO SAN GERVASO


 

«Lavori di Restauro e recupero dell’intero complesso del Castello Marchesale (domus federiciana) di Palazzo San Gervasio» 

Il castello di Palazzo San Gervasio possiede un impianto icnografico quadrangolare, con torrioni d’angolo e un cortile centrale intorno al quale si sviluppano i vari ambienti palazziali, posti su tre livelli. L’impianto e le soluzioni architettoniche del maniero risultano notevolmente compromesse dai rimaneggiamenti che si sono verificati soprattutto nell’ultimo secolo, quando l’edificio è stato usato per alloggiarvi botteghe e ricavarvi abitazioni, dopo aver funto anche da carcere. L’accesso all'imponente fortilizio è marcato da un ampio portale con arco a tutto sesto, piuttosto ben conservato, che attraverso un passaggio scoperto introduce alla corte interna. Intorno al cortile si dispongono dei portici e gli ambienti utilizzati per le scuderie regie. Di fronte all’ingresso, una scalinata esterna consente di salire al primo piano, occupato da una serie di appartamenti che, pur essendo stati risistemati nel corso dei secoli, lasciano a tratti intravedere le antiche coperture piane a travi in legno e le volte a botte. Al secondo piano si trovano invece dei grandi ambienti che denunciano la loro funzione medievale di saloni di rappresentanza. 
Qui si apriva un bel loggiato a bifore e trifore, che attualmente appare murato, ma che una volta doveva consentire l’affaccio sulla vallata sottostante. Sulle ali del prospetto castellare si notano tuttora i resti di un paio di torri quadrate, poste agli angoli di una possente fortificazione che l’amministrazione comunale odierna ha in animo di ristrutturare e valorizzare in qualità di bene culturale.

ISTITUTO SAN FRANCESCO DI PAOLA
COMUNE DI VIBONATI


Il progetto si colloca nell’ambito del Consolidamento e Restauro dell’Istituto di San Francesco di Paola.


MONTEFORTE IRPINO

Lavori di recupero e consolidamento della Chiesa di San Martino di Monteforte Irpino.
Dopo numerosi eventi, tra cui il terremoto del 1805, l’abbandono della struttura alla fine del 1800, la caduta di un fulmine che produsse numerosi danni alla copertura, il crollo del tetto negli anni ‘70, il terremoto del 1980, la Chiesa è stata egregiamente ripresa ed a salvarsi è stata proprio la statua di San Martino. In testa al nuovo altare della chiesa è ora posto un quadro raffigurante “Il miracolo di San Martino” del pittore Massimo Marano. L’esterno presenta un portale d’ingresso costituito da stipiti in piperno sormontato da architravi e da un arco che poggia su blocchi di pietra scolpita. L’interno ha tre navate separate da pilastri in piperno. La navata di destra, ospita la cappella di S.Martino protetta da un cancello in ferro battuto, quella di sinistra, ospita gli altari di S.Lucia di piccole dimensioni e in marmo pregiato e quello di S.Antonio.

SCAVI ARCHEOLOGICI DI LAVELLO

Lo scavo eseguito nel 1988 e nel 1990 ha rimesso in luce buona parte di un luogo di culto di età repubblicana, sorto su un impianto più antico, di cui rimangono solo alcune fondazioni murarie in ciottoli.
Il centro del complesso databile ai primi del III sec. a. C. è rappresentato da un piccolo edificio costruito in tufo ed orientato in senso nord-est sud- ovest.
Il lato lungo verso monte è costituito da blocchi che facevano da base ad almeno tre colonne doriche, mentre quello opposto in cui si apriva una porta si compone di una fila di blocchi.
I lati minori sono formati da tramezzi molto bassi, intonacati sulla faccia superiore in uno è inserita l'imboccatura di una cisterna a campana, perfettamente intonacata.
All'interno del sacello si apre una seconda, del tutta analoga, per una capacità complessiva di oltre 37.000 litri.
Il pavimento è costruito da un mosaico monocromo bianco, a raso, si aprono su di esso i condotti di "troppo pieno" dell'una e dell'altra cisterna; elementi salienti sono un plinto modanato ed un parallelepipedo di tufo; probabilmente il basamento di una statua ed il blocco di appoggio della mensa di un altare.
L' edificio va dunque ricostruito come un naiskos (tempietto) aperto su tre lati, con un fronte monumentale verso monte, alto almeno 3,5 metri, formato da un colonnato dorico.

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